Distilleria Schiavo

Distilleria Schiavo

Dicono di noi


Civiltà della vite e del vino nel Vicentino Civiltà della vite e del vino nel Vicentino.

Pierluigi Lovo e Maurizio Onorato
Morganti Editore


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la sua grappa è un distillato ricco di profumi e morbidezza, così che bevendolo pare ti conceda beate possibilità assimilabili alle spensierate e ingorde gioie infantili" scriveva Alfredo Mutterle, giornalista vicentino, alcuni anni orsono. Ma com'è la grappa Schiavo oggi? La grappa Vera di Clinto è ricca di profumi e ha personalità decisa, con una comunicativa immediata. A taluno può sembrare persino eccessiva, non certo a chi sa apprezzare la specificità della grappa nel confronto con le altre acqueviti.
E' sicuramente un prodotto fine, aggiornato alle cadenze gustative e nella presentazione, per la quale si è scelta una scura bottiglia di piacevole fattura. Le vinacce di Clinto sono un cult della distillazione vicentina ed una tradizione dell'Azienda, che già ne ricavava una Grappa Veneta di Vinacce Fresche di taglio francamente tradizionale fin dalla bottiglia, tonda e tozza, quasi a fiaschetto e con manico.
Non molto conosciuta al di fuori del territorio vicentino sin quasi all'inizio di questo decennio, la Distilleria Schiavo ha nondimeno una storia più che secolare: risale, in effeti, al periodo post-risorgimentale, allorchè il fondatore, con un sistema artigianale, diedeinizio nel 1877 alla produzione impiegando materia prima locale. Il capostipite Giuseppe, che distillava a fuoco diretto pura grappa di vinacce, fu un esempio in Costabissara, dove ancora nel 1922 l'affiancavano una serie di aziende ora scomparse: la Fantelli Almerico, che utilizzava un apparecchio brevettatao dalla Ditta Da Rin e Ventruscolo di Udine, la Lovise e la Giuseppe Novello in localotà Motta. Sopravvisse solo Schiavo, che già antecedentemente alla Prima Guerra Mondiale si era segnalata in mostre e rassegne tanto nazionali che locali.
Una visita all'alambicco discontinuo - sei caldaie e una sola colonna di rettificazione tutti in rame - recentemente ricondizionati e migliorati con l'introduzioni di soluzioni tecniche raffinate, ci incanta innanzitutto per la nitida pulizia dell'ambiente. L'Azienda è situata in splendida posizione, l'atmosfera è rilassante, quasi assopita, e fa tornare in mente un quadro romantico, specie d'autunno, quando arrivano sui carri le vinacce fresche, che si trasformano fluendo dagli alambicchi nella trasparente compagna delle nostre serata.
Il titolare sceglie oggi le vinacce, tutte distillate fresche, in funzione di grappe che risultino eleganti all'olfatto e morbide quando non vellutate al palato, i cui profumi persistono piacevolmente in bocca. Con la stessa cura individua le confezioni che ne valorizzano le caratteristiche: ad esempio l'allungata bottiglia della grappa denominata "El cào" pare sospendere nella trasparenza cristallina del distillato un tralcio di vite (el cào, appunto) e sullo sfondo le fattezze della vecchia chiesetta di Costabissara ritratte in tinte pastello. Altre volte preferisce, magari, ampolle di gusto ottocentesco. Le uve che forniscono la materia prima sono quelle dei colli del piccolo centro, ma anche di Isola Vicentina e Malo. Né la ricerca delle vinacce si ferma nel Vicentino, chè la Grappa Veneta, confezionata nella classica bottiglia da litro, è distillata da vinacce tipiche della Valpolicella - Rondinella, Corvina e Molinara - in tre gradazioni: 40, 43 e 48 gradi, rispettivamente con etichetta bianca, verde e nera, gialla. Alle citate grappe Vera di Clinto ed El Cào si sono aggiunte negli ultimi anni lo Chardonnay e, nel 1995, il Pinot Grigio, cui va aggiunti un distillato d'uva Moscato.


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